Spider Life Style

PORSCHE 911T 1972

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Brand
PORSCHE
Model
911T
Year
1972
Description

911 classica
Alla fine degli anni cinquanta la Porsche 356 iniziava a sentire il peso degli anni. Il motore 4 cilindri boxer raffreddato ad aria era nato nel 1949 con cilindrata di 1086cc e 40cv di potenza), ed era derivato, come altre componenti dell'auto, dalla Volkswagen Maggiolino.

Il vecchio 4 cilindri aveva raggiunto il massimo del suo potenziale di sviluppo con la versione 2.0 Carrera GS da 130cv.

La dirigenza Porsche diede ai tecnici delle linee guida chiare: la nuova vettura avrebbe dovuto mantenere l'impostazione tecnica della 356, avere un motore 6 cilindri boxer raffreddato ad aria di almeno 2 litri di cilindrata, essere abitabile per 4 persone e mantenere l'impostazione stilistica generale del modello precedente.

Lo sviluppo tecnico non diede problemi e la nuova meccanica, incluso l'inedito 6 cilindri boxer, era pronta già nel 1961.

Problemi maggiori derivarono dalla definizione della carrozzeria. Alla fine del '61 Butzi Porsche, nipote di Ferdinand Porsche, disegnò il prototipo 695, basato sulla nuova meccanica. La 695, che aveva 4 posti, era brutta e sgraziata, ma conteneva molti tratti somatici della futura Porsche 911.

Un lungo lavoro di affinamento portò alla presentazione, al Salone dell'Automobile di Francoforte del 1963, del prototipo 901, che sarebbe diventata la 911 definitiva.

Il prototipo 901 era un modello statico, privo di motore, perché il ritardo sulla progettazione della carrozzeria aveva reso impossibili i collaudi finali. Il design dell'auto non incontrò, inizialmente, i favori della critica e dei "puristi" Porsche.

L'inizio della commercializzazione avvenne perciò solo nel 1964 con il nome di 911. Il nome fu cambiato per evitare problemi con la Peugeot, che usava tradizionalmente identificativi di tre cifre con lo zero centrale.

La 911 era una coupé 2+2 (gli affinamenti avevano ridotto lo spazio posteriore), con motore posteriore a sbalzo, trazione posteriore, sospensioni a 4 ruote indipendenti con barre di torsione, 4 freni a disco e cambio meccanico a 4 rapporti. Il 6 cilindri boxer raffreddato ad aria e alimentato da 3 carburatori Solex che la muoveva aveva una cilindrata di 1991cc e una potenza massima di 130cv.

Nel 1966 venne lanciata anche la '911 S' che, grazie ad una serie di modifiche all'albero motore, profilo dei pistoni, valvole maggiorate), raggiungeva una potenza di 160cv. Su tutti i modelli si passò a carburatori Weber. Esternamente la S si riconosceva per i cerchi in lega Fuchs.

Sempre nel 1966 le coupé vennero affiancate dalle versioni "Targa", con tetto rigido asportabile[1]. la versione Targa era disponibile sia in versione standard che S. Nel 1968, per rendere meno "nervoso" il comportamento stradale venne allungato il passo di 6 cm (da 221 a 227cm).

Contemporaneamente la gamma fu sensibilmente ampliata:

Il modello base era la 911 T, con alimentazione a carburatore e motore meno prestante (110cv).
La 911 L, manteneva il motore a carburatori da 130cv, e aveva finiture di maggior pregio.
I modelli 911 E (140cv) e 911 S (170cv) erano dotati di iniezione meccanica Kugelfisher.
Tutti i modelli erano disponibili sia in versione coupé che targa.
Nel 1969 fu cambiata la griglia posteriore e la cilindrata del motore: da 1991 a 2195cc. Le potenze salirono a 125cv per la serie T a carburatori, a 155cv per la serie E (a iniezione) e a 180cv per la serie S (pure a iniezione).

Nel 1971 la cilindrata del boxer venne aumentata ulteriormente da 2195cc a 2341cc e le potenze crebbero a 130cv (T), 165cv (E) e 190cv (S). La più potente 911 S ottenne anche uno spoiler anteriore per stabilizzare l'avantreno alle alte velocità.

Nel 1972 venne lanciata '911 Carrera RS', mossa da una versione di 2687cc (210cv) a iniezione meccanica del classico 6 cilindri boxer e carrozzeria alleggerita, con cofani e portiere in alluminio e lamiere non strutturali assottigliate. La Carrera RS, che era disponibile in una versione Touring con interno simile a quello delle 911 S e Sport, con allestimento interno semplificato per contenere ulteriormente il peso.

Era riconoscibile per il celebre alettone posteriore "a coda di papera" (ducktail), le strip adesive sulla fiancata ed i cerchi (in lega) in tinta con le strip. Era disponibile nella sola versione coupé.

Nel 1974 le nuove norme USA sulla sicurezza e sull'inquinamento costrinsero i tecnici Porsche a rivedere la 911.

Furono cambiati i paraurti, resi più grandi e ad assorbimento d'urto (i cosiddetti "bumpers"), con due pistoni idraulici dietro ogni paraurti al posto delle barre metalliche usate nel mercato europeo. I gruppi ottici posteriori vennero uniti da una fascia trasparente rossa inglobante i retronebbia).

Dal punto di vista tecnico, invece, la cilindrata venne portata per tutte le versioni a 2687cc. Tutte adottarono l'alimentazione a iniezione meccanica, ma l'adozione di dispositivi antinquinamento ridusse la potenza utile. Anche gli interni furono aggiornati per migliorare comfort e sicurezza.

La nuova gamma comprendeva la 911 standard (150cv), la 911 S (177cv) e la 911 Carrera (210cv). Quest'ultima aveva la carrozzeria delle altre 911, senza alleggerimenti e variazioni estetiche, ed era disponibile, come anche la standard e la S, sia in versione coupé che Targa, mentre per quanto riguarda il motore adottava lo stesso della Carrera RS della serie precedente: fu venduta solo nei mercati Europeo e Sud Africano, ma non negli Stati Uniti.

Porsche 911 CarreraNel 1975 venne lanciata la 911 Turbo, con motore portato a 2994cc e sovralimentato con turbocompressore e intercooler. La potenza cresceva così a 260cv.

La 911 Turbo, che era disponibile sono in versione coupé, era facilmente riconoscibile per la carrozzeria allargata, l'ampio alettone posteriore (che incorporava l'intercooler), i cerchi sportivi con pneumatici maggiorati sui posteriori, lo spoiler anteriore più pronunciato e la verniciatura in nero opaco di tutte le parti cromate. Minime le modifiche all'interno.

Lo stesso anno, data l'esigenza di proporla anche sul mercato statunitense, la cilindrata della Carrera crebbe a 2994cc, ma a causa dei dispositivi antinquinamento la potenza scese da 210 a 200cv.

Nel 1977 venne lanciata la 911 SC, che sostituiva tutte le altre versioni "non turbo" (standard, S e Carrera); aveva una cilindrata di 2994cc e una potenza ridotta a 180cv. Esteticamente le uniche modifiche riguardavano la verniciatura in nero opaco dei particolari prima cromati.

La SC, disponibile sia in versione coupé che targa, venne lanciata in un momento in cui il management della Casa tedesca riteneva che la 911 fosse un modello superato, destinato ad essere gradualmente rimpiazzato dalla Porsche 928, lanciata proprio quell'anno e dotata di un nuovo motore V8 raffreddato ad acqua e meccanica transaxle.

Il mercato tuttavia ignorò la 928 e la 911 rimase un modello popolare. Nel 1978 la cilindrata della 911 Turbo crebbe da 2994 a 3299cc e la potenza, grazie anche all'adozione dell'alimentazione a iniezione elettronica (anziché meccanica), raggiunse i 300cv.

Nel 1981 la potenza delle SC venne incrementata a 204cv.

Nel 1983 le versioni coupé e targa vennero affiancate dalla 3.0 SC Cabriolet.

Nel 1984 le 911 SC lasciarono il posto alle 911 Carrera 3.2, pressoché invariate esteticamente (a parte i piccoli fendinebbia rettangolari, ora integrati nello spoiler anteriore e non più solo opzionali, e il richiamo degli indicatori di posizione in posizione laterale), ma con importanti novità tecniche: cilindrata portata a 3164cc, alimentazione a iniezione elettronica anziché meccanica e potenza di 231cv.

Nel 1987 venne proposta la nuova migliorata trasmissione G50 e la frizione idraulica

 

 

Price
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